Nothing

Un viaggio nella tragedia familiare raccontata dal gran Bardo ma anche un’analisi tra amore e potere, tra il desiderio di restare e la legge della vita che porta sempre una notte all’uomo. Al suo centro è la crisi irreversibile dei rapporti tra padri e figli e figlie, segnato dalla fine dell’idea tradizionale di sovranità. Il sovrano abdica; il re non sa più reggere, è diventato cieco. e quelli che vorrebbero prendere il suo posto non sono che parricidi e fratricidi.
M. Cacciari – “Re Lear padri, figli, eredi”

 

 

Nothing
Nel nome del padre, del figlio e della libertà

Liberamente tratto dal Re Lear di W.Shakespeare

Il nuovo spettacolo di Michela Lucenti e Balletto Civile, tratto da Re Lear di William Shakespeare, che nelle mani del collettivo si trasforma in una drammaturgia coreografica ficcante, spigolosa, capace di inserirsi come un cuneo nelle pieghe della realtà, un duello fisico fra corpo e parola, movimento e spazio scenico.

Il titolo evoca il Niente pronunciato da Cordelia, la parola che da inizio alla distruzione del conosciuto e che apre le porte al nuovo, al sovversivo, ad un ordine che non era prestabilito.

Nothing è una riflessione profonda sulla possibilità di ricominciare rinnegando il potere dei padri e l’eredità che ne resta in modo da demolire l’idea di un classico che ci sovrasta, (le leggi dei Padri) e trovare un nuovo dialogo in maniera spudorata e veramente definitiva, per lasciare che il presente diventi il nuovo classico.

Il punto di partenza del lavoro è l’eredità dei padri, della quale si analizzano il peso che grava sulle scelte personali, la necessità di rinnegarla e allo stesso tempo di nutrirsene per rifondare la propria identità. L’immaginario dei padri contamina i bisogni e le aspettative dei figli, la nostalgia si trasforma in slancio prospettico, mentre la danza – eclettica, in assoli, in coppia o in gruppo, esplosiva o raggelata in movimenti stilizzati – fa da collante proponendosi, in definitiva, come elemento rigenerante.

Noi pensiamo all’ eredità come a qualcosa di materiale ma l’etimologia della parola erede che deriva dal latino heres, ha la stessa radice del greco cheros che significa deserto, spoglio, mancante. Potrà ereditare, dunque, solo chi si scopre orphanos. Occorre saper attraversare tutto il lutto per la propria radicale mancanza che è, alla fine, quella di non essere il padre.
La fredda notte che toglie la ragione è alle porte, sarà la notte in cui, abbandonati e perduti capiremo realmente da dove veniamo e qual è la nostra natura, la radice portante della nostra esistenza, la nostra unica eredità.

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Regia e coreografia:Michela Lucenti
Drammaturgia: Balletto Civile

Creato e interpretato da: Attilio Caffarena, Maurizio Camilli, Loris De Luna, Maurizio Lucenti, Michela Lucenti, Alessandro Pallecchi, Matteo Principi, Emanuela Serra, Giulia Spattini

Assistente alla creazione: Ambra Chiarello
Disegno sonoro: Guido Affini
Luci: Stefano Mazzanti
Assistente alle luci: Chiara Calfa
Scene e costumi: Alessandro Ratti/Balletto Civile

Una produzione: Balletto Civile – Teatro degli Impavidi (Sarzana) – Estate Teatrale Veronese /  Comune di Verona
In collaborazione con: ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione e con Dialoghi/Residenze delle Arti Performative Villa Manin Codroipo

Con il sostegno di: MIC / Ministero della Cultura

ph Elena Andermarcher

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