Idea e coreografia di Michela Lucenti
In collaborazione con Balletto Civile
Con Maurizio Camilli, Andrea Capaldi, Ambra Chiarello, Andrea Coppone, Massimiliano Frascà, Francesco Gabrielli, Filippo Gessi, Sara Ippolito, Francesca Lombardo, Michela Lucenti, Carlo Massari, Gianluca Pezzino, Livia Porzio, Emanuela Serra, Chiara Taviani
Così tanta serenità da non pensare più a nulla, cosi tanta pace da credere che non possa esistere.
Potevamo essere sereni (perché non sapevamo nulla) solo quando eravamo bambini?
Questo non lo sappiamo. Abbiamo dimenticato tutto.
Ora ci contendiamo i ricordi, l’amore, scaviamo nell’erba per trovare l’essenza di noi stessi o per cercare una fede.
Una fede. Un legame perché la serenità è condivisa, è contaminante, è ossessiva, è l’obiettivo, e va rinchiuso in uno spazio- tempo breve. Forse un loop, forse una ripetizione.
Uomini e donne dagli abiti colorati che rincorrono con grinta uno stato di grazia, di beatidune, al fine di dimostrare e rivendicare una voglia profonda di piacere, di gioia,di calma, di amore.
Amiamo universalmente. Diamo amore ma siamo intercambiabili.
“Amo te, che amavi lei, e quindi amo qualcosa di lei. Ma tu che mi amavi, da quando ami un altro? E se ami un altro, lo amerai come amavi lei? Non amo più, ma uno che ne aveva voglia ama per me, me, che sono stata amata, da uno che ama da sempre.”
Siamo noi ma potresti essere tu ad amare in quel modo quella persona.
E per l’amor di Dio, caro compagno, se in questa vita non ti sei mai sentito veramente amato ,non ti preoccupare, verrai amato in un’ altra vita.
Noi non sappiamo bene dove siamo. Quale è il nostro scopo, la nostra ragione di vita. Per questo ci diamo solo uno spazio aperto, verde, fatto di incontri, scambi, storie e scatti. Che poco possiede in più della normalità.
Corpi colorati da storie, risate contaggiose, manie di gioco, gioco e basta.
Certo, forse un pò naiif, forse un pò irreale ma chi siamo noi per prenderci sul serio?
Che cos’ è tutto questo? Un ciclo di vita, l’accetazione di un percorso oppure una scommessa, la lettura del destino con delle carte?
Una visione superficiale o un’illuminazione spirituale?
Siamo in questa dimensione o siamo un pò al di là?
Ecco quale è il confine della liberazione, della belezza, della cura, è o non è una cosa di questo mondo?
Eppure non siamo niente di speciale, viviamo tutti le stesse cose, propaghiamo le stesse idee, ci conosciamo e ci rincontriamo allo stesso modo. Solo che non ci crediamo più. Facciamo fatica.
Niente da perdere in questo momento, siamo insieme.
Difficile è ormai non avvolgersi nel tormento e nella malinconia, noi per un attimo ci riserviamo il diritto di stare bene.
foto di Francesca Laureri