The question of the body, and in particular the body under capitalism, is a recurrent and indeed central topic. Living bodies, mobile and active may already be said to be extending both their spatial perception and their occupation of space, like a spider spinning its web. Very often what appears empty may turn out to be full. Appropriated spaces abound, but it is not always easy to decide in what respect, how, by whom and for whom they have been appropriated. this is the urban space, how the space is produced. The collective body warms up, having rehearsals in the everyday life. To take care of their own time, their own rhythm, the art of maintenance, the space for an assembly. The urban space is political. This is the stage for our idea of choreography.
La questione del corpo, ed in particolare il corpo nel capitalismo, è un tema ricorrente e anzi centrale. Dal momento che i corpi sono viventi, mobili e attivi sviluppano sia la loro percezione spaziale che la loro occupazione di spazio, come un ragno che tesse la tela. Molto spesso ciò che appare vuoto può rivelarsi pieno. Gli spazi frutto di una appropriazione abbondano, ma non è sempre facile decidere in che cosa, come, da chi e per che tipo di appropriazione . Questo è lo spazio urbano, così lo spazio viene prodotto. Il corpo collettivo riscalda i suoi muscoli, le prove nella vita di tutti i giorni. Per prendersi cura dei propri tempi, del proprio ritmo, l’arte della manutenzione, lo spazio per un assemblea. Lo spazio urbano è politico. Questa è lo spazio scenico per la nostra idea di coreografia.
Questo progetto europeo intende porre al centro della sua indagine il concetto di “creolizzazione”, ovvero una modalità specifica di cambiamento socio-culturale attraverso cui differenti identità si mettono in gioco. Traendo ispirazione dalla visione poetica di Edouard Glissant, il progetto si rivolge a due differenti processi di creazione: da un lato il Teatro, dove artisti di diverse origini, provenienze e tradizioni teatrali sono costretti alla negoziazione di codici espressivi, pratiche e significati; dall’altro la ricerca nelle Scienze Umane e Sociali, in cui vari ricercatori provenienti da diverse istituzioni e università lavorano assieme con l’obiettivo di sviluppare nuovi strumenti teorici e metodologici per l’analisi dei fenomeni migratori.
CORPO FEROCE
Per 15 giorni nel giugno 2012 il Teatro dell’Elfo /Puccini ha ospitato la prima personale di Balletto Civile. In due settimane quattro spettacoli in scena. Woyzeck – ricavato dal vuoto, Il Sacro della Primavera, Col sole in fronte e L’amore segreto di Ofelia
In questi ultimi anni abbiamo intrapreso un percorso di accanimento dove il corpo ha avuto la priorità assoluta. Corpo inteso come luogo sacro, a cui abbiamo affidato tutta la responsabilità di raccontare, di tenere in vita il senso della nostra ricerca. Abbiamo lavorato sul nostro organico, riducendo il numero degli interpreti, invitando persone che stimiamo a confrontarsi con l’ideazione coreografica di Michela Lucenti e con la nostra modalità creativa, chiedendo loro di non snaturarla ma di accoglierla e al di là delle sterili definizioni di teatro, prosa, danza, provare a sviluppare un immaginario “altro”, a partire dal corpo e dal vuoto in cui noi dichiariamo di essere creatori e interpreti, e tentare un altro approccio alla scena, un altro modo di stare sul palco. Vogliamo ora provare a rendere questo metodo un linguaggio, costituire un gruppo di interpreti che si riconosca in un alfabeto comune.
