In questi ultimi anni Balletto Civile ha intrapreso un percorso di accanimento dove il corpo ha avuto la priorità assoluta. Corpo inteso come luogo sacro, a cui abbiamo affidato tutta la responsabilità di raccontare, di tenere in vita il senso della nostra ricerca. Abbiamo lavorato sul nostro organico, riducendo il numero degli interpreti, invitando persone che stimiamo a confrontarsi con l’ideazione coreografica di Michela Lucenti e con la nostra modalità creativa, chiedendo loro di non snaturarla ma di accoglierla e al di là delle sterili definizioni di teatro, prosa, danza, provare a sviluppare un immaginario “altro”, a partire dal corpo e dal vuoto in cui noi dichiariamo di essere creatori e interpreti, e tentare un altro approccio alla scena, un altro modo di stare sul palco. Vogliamo ora provare a rendere questo metodo un linguaggio, costituire un gruppo di interpreti che si riconosca in un alfabeto comune.
Corpo a Corpo è stata la prima tappa di un progetto più ampio che ipotizziamo sviluppato nell’arco di tre anni.
Non è stato un semplice laboratorio di produzione ma un lungo momento di lavoro profondo, in un luogo preciso che è diventato nel tempo una casa, un punto di riferimento dove custodire una ricerca.
Un tentativo di custodire una formazione altra, un percorso creativo in un periodo di lavoro che permetta alle persone di appropriarsi realmente di un linguaggio che noi chiamiamo teatro fisico, per poterlo rielaborare e farlo proprio e confrontarsi infine con la realizzazione e allestimento di nuovi spettacoli.
OBIETTIVI:
• costituire un cantiere creativo aperto all’indagine di una disciplina teatrale trasversale fondata su una nuova idea di drammaturgia del corpo
• individuare un organico di interpreti e creatori da inserire attivamente nella nuove produzioni di Balletto Civile.
Corpo a Corpo ha permesso a Balletto Civile di allargare la compagnia e quindi di formare un nucleo stabile di performers che lavorano insieme da Gennaio 2011.