FORZA DELL'AUTISMO
Appunti dalla piattaforma di lavoro DETRITI, Balletto Civile 2009
Io amo le bestie, io amo le taglie forti, i amo i pedofili, io amo i carnefici, io amo mia madre.
C’era la storia di questo ragazzo che frequentava chat erotiche S/M. Questo ragazzo era fidanzato e si sarebbe presto spostato. Non aveva mai praticato sesso sadomaso, ma aveva speso parecchio tempo al computer negli ultimi mesi con una donna in una di queste chat. Mentre si avvicinava il giorno del suo matrimonio si riprometteva di abbandonare questa sua attività erotica una volta sposato. Per questo motivo decise di fare un conclusivo e primo incontro in un club con questa donna con cui chattava. Avevano concordato un modo per riconoscersi una volta giunti all’appuntamento che si erano dati. Lei gli scrisse che era bionda, con una maschera di pelle e un collare da cane al collo. Quella sera il ragazzo si ubriacò un pochettino e con sufficiente determinazione entro nel club in cui si erano dati appuntamento. Vide una vecchia donna bionda con maschera di pelle e collare da cane al collo vicino al bancone. Si avvicinarono e si salutarono. Segui un poco di silenzio mentre si fissarono negli occhi per qualche secondo. Il ragazzo riconobbe che quella donna era sua madre.
Il mondo della pornografia è una bomba nel mondo della famiglia tradizionale.
Non è un caso che gli organi ufficiali della società tradizionale come chiesa, partiti reazionari, e moralismo progressista, hanno sempre convenuto su alcuni attacchi alla cultura pornografica. Questi attacchi si possono radunare attorno ad alcune delle seguenti assunzioni:
Eccessiva confidenza agli sconosciuti.
È pericoloso. E potrebbero venire malattie incurabili.
È irresponsabile. Perché è una fuga irrealistica dalla vita nomarle, dai tuoi doveri e dalla famiglia.
Crea dipendenza. Ancor più delle droghe non ne si può fare a meno.
Incita a cercare roba sempre più strana e sempre più forte.
Ha a che fare con lo sconosciuto, con il lato oscuro delle cose.
E io credo che purtroppo per la società tradizionale tutte queste assunzioni siano vere.
La mia posizione è che non si possa fare a meno di sapere che la pornografia è un dato innegabile. Che è sicuramente vero che parla di una ritualità del corpo che rappresenta la nostra società.
Gente che vede del sesso e vuole sempre più vederlo. Gente che traduce la propria sessualità nella visione del sesso e vuole sempre più vederlo. Gente che fa sesso, e vuole sempre più farlo.
Che emozione provoca la pornografia. Potremmo affermare che la pornografia è priva di emozione?
Che cosa è l’emozione?
L’emozione è il nesso che unisce il corpo alla coscienza che si ha del proprio corpo.
L’autismo (patologia della mancanza di emozione) può definirsi l’incapacità di sentire l’emozione dell’altro o di proiettare nel corpo dell’altro il piacere o il dolore che si prova.
La visione pornografica non produce un effetto emotivo. Noi continuiamo a ripetere l’atto della visione. E così si crea questo nuovo rito collettivo del corpo. Non poter fare ameno di ripetere l’atto proprio perché non ha esaudito la sua promessa emotiva.
Io credo che questo concretezza e la potenza insita in questo rituale, che per sua definizione è sicuramente perverso e patologico, sia un arma contro la società tradizionale. E che una certa ironia che utilizza questi codici possa creare una processo gioioso di liberazione dal moralismo.
Lui vuole soltanto vedere senza alcun sentimento e piacere per la persona che sta guardando.
Credo che una pornografia indipendente, che sviluppa con coscienza il processo che la pornografia fa incessantemente alla società tradizionale, si possa considerare una forma di piacere ironico, dove i codici sociali vengono estrapolati dal loro contesto e vengono sovvertiti in qualcosa d’altro.